[Giur.Cost] C.Cost. 13.02.2013 nn. 16-17 (ord.), Pres. Gallo, Rel. Silvestri

La Corte Costituzionale ha dichiarato con due ordinanze (nn. 16-17/2013) la inammissibilità dei conflitti di attribuzione tra poteri dello Stato promossi dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Taranto in relazione alla nota ed annosa questione dell'ILVA di Taranto.

Come si ricorderà, il Governo era intervenuto radicalmente in merito attraverso l'emanazione del Decreto-Legge 03.12.2012, n. 207 (Disposizioni urgenti a tutela della salute, dell'ambiente e dei livelli di occupazione, in caso di crisi di stabilimenti industriali di interesse strategico nazionale), costruito e diretto a permettere la ripresa delle attività produttive nello stabilimento siderurgico di Taranto nonostante il "pesante" Sequestro Preventivo disposto dall'Autorità Giudiziaria, e ciò al fine evidente di tutelare un polo economico di rilevanza strategica per l'Italia nonchè legato ad un livello di occupazione essenziale e vitale.

Il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Taranto aveva reagito avverso tale Decreto Legge proponendo un primo ricorso per conflitto di attribuzione presso la Cancelleria della Corte Costituzionale, depositato il 31 dicembre 2012 e definito con l'ordinanza n. 16/2013 di cui si tratta.

In sintesi, la Consulta ha ribadito la natura «residuale» del conflitto di attribuzione quale strumento di tutela delle prerogative costituzionali asseritamente lese attraverso un atto legislativo, od un atto avente forza di legge, osservando altresì come il ricorso al conflitto debba ritenersi precluso laddove il controllo di legittimità può essere attuato nell'ambito di un giudizio di costituzionalità, incidentalmente proposto in un procedimento giurisdizionale. A conferma di ciò la Corte ha poi precisato come tale possibilità si sia praticamente concretizzata visto che gli stessi Giudice per le Indagini Preliminari di Taranto, ed il Tribunale del Riesame, in regime di appello sui provvedimenti cautelari reali, avevano regolarmente eccepito questioni di legittimità relativamente al decreto-legge, sostanzialmente sovrapponibili a quanto eccepito dalla Procura tarantina.

Si osservi poi come, con la pubblicazione della L. 24.12.2012, n. 231 (conversione con modificazioni del predetto Decreto-Legge), lo stesso Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Taranto abbia ritenuto di promuovere, in data 28.01.2013, un secondo giudizio per conflitto anche nei confronti della Camera dei Deputati  e del Senato della Repubblica, lamentando le stesse doglianze con un ulteriore riferimento all'emendamento approvato in sede di conversione a proposito delle merci sequestrate e della disposta loro restituzione, in favore della proprietà dell'ILVA, anche per la parte prodotta in epoca antecedente all'emanazione del provvedimento governativo.
A questo conflitto si riferisce la ordinanza n. 17/2013, quasi identica alla precedente, ed ovviamente dichiarativa della inammissibilità del conflitto medesimo.

Con Comunicato Stampa, la Consulta ha annunciato che la trattazione delle questioni incidentali di legittimità costituzionale sarà fissata nel prossimo mese di aprile 2013.

Ecco i Provvedimenti:

Ord. 16/2013 — http://www.penalecontemporaneo.it/upload/1360788040Ccost%2016%202013.pdf

Ord. 17/2013 — http://www.penalecontemporaneo.it/upload/1360791849Ccost%2017%202013.pdf

Il Comunicato Stampa — http://www.penalecontemporaneo.it/upload/1360792095comunicato%20Corte%20Ilva.pdf

Il tutto Courtesy of Diritto Penale Contemporaneo.

Questa voce è stata pubblicata in Diritto & Attualità, Giurisprudenza, News. Aggiungi ai segnalibri il permalink.

One Response to [Giur.Cost] C.Cost. 13.02.2013 nn. 16-17 (ord.), Pres. Gallo, Rel. Silvestri

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>