[Giur.Cost.] C.Cost. 15.01.2013 n. 1, Pres. Quaranta, Rel. Silvestri-Frigo

E' stata ieri depositata la Sentenza n. 1/2013 della Corte Costituzionale che ha affrontato una delicata questione emersa in altrettanto delicato procedimento (nell'ambito delle indagini relative alla cd. «trattativa» tra Stato e mafia) e che ha portato la Presidenza della Repubblica (a mezzo l'Avvocatura dello Stato) a proporre Conflitto di Attribuzione nei confronti della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palermo, relativamente a "cosa fare" di alcune intercettazioni, già ritenute dalla Procura come irrilevanti, in cui incidentalmente veniva coinvolto il Presidente della Repubblica.

La decisione (così come già reso noto con un Comunicato Stampa del 04.12.2012) ha visto la Corte Costituzionale accogliere sostanzialmente il Ricorso del Presidente della Repubblica e ciò con una sentenza in cui non mancano anche puntuali osservazioni sui comportamenti effettivamente esigibili dall'Autorità Giudiziaria che si ritrovi, nel corso delle proprie indagini, a disporre di informazioni relative alle comunicazioni del Presidente della Repubblica.

Più in particolare la Corte ha osservato come il Capo dello Stato non possa essere soggetto ad intercettazioni telefoniche, e ciò neppure quando le sue conversazioni siano captate «casualmente», per cui nessun legittimo uso processuale dei relativi contenuti potrà essere fatto e con conseguente e necessaria distruzione di tali intercettazioni ex art. 271 c. 3 c.p.p.. Le intercettazioni, inoltre, non dovranno essere depositate perchè le parti del processo non devono essere portate a conoscenza del contenuto dei colloqui, né possono interloquire sulla richiesta di distruzione che il pubblico ministero deve rivolgere al giudice, e ciò in ragione della particolarità della fattispecie e dei principi di tutela della funzione di massima apicalità nello Stato Italiano rivestita dal Presidente della Repubblica e dal complesso delle norme che ne definiscono ruolo e prerogative, nell'ambito dell'equilibrio tra i poteri dello Stato.

La Sentenza è rinvenibile Q U A   con una Nota in prima lettura del Prof. Francesco Viganò — Courtesy of Diritto Penale Contemporaneo

 

 

 

 

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