[Giur.Legittimità] Cass. Pen. S.U. 31.01.2013 (dep. 24.04.2013) n. 18374 – Sulla aggravante della transnazionalità all’art. 416 c.p.

 

Cass. Pen. S.U. 31.01.2013 (dep. 24.04.2013) n. 18374, Adami + 1

APPLICAZIONE DI PENA SU RICHIESTA – OBBLIGO MOTIVAZIONE MANCATA PRONUNCIA EX ART. 129 C.P.P. – CONDIZIONI DI CORRETTO ADEMPIMENTO – RICHIESTA DI PARTE – CONDIZIONI E TERMINI PER AMMISSIBILITA' ESAME RICHIESTA

ASSOCIAZIONE A DELINQUERE – GRUPPO CRIMINALE ORGANIZZATO – DIFFERENZE - APPLICABILITA' CIRCOSTANZA AGGRAVANTE EX ART. 4 L. 146/06 - CONDIZIONI – TRANSNAZIONALITA' – CARATTERISTICHE

 

PRINCIPIO DI DIRITTO
La speciale aggravante dell'art. 4 L. 146/2006, è applicabile al reato associativo, semprechè il gruppo criminale organizzato transnazionale non coincida con l'associazione stessa.


MASSIME

Ai fini dell'adempimento dell'obbligo di motivazione nella speciale sentenza di patteggiamento – con particolare riferimento alla mancata applicazione dell'art. 129 c.p.p. – deve reputarsi sufficiente la mera enunciazione, da parte del giudice, della compiuta delibazione in merito.Tanto più quando dagli atti di causa non risulti (…) che le parti abbiano dedotto o fatto specifica questione in ordine alla ricorrenza di una delle previste cause di non punibilità, sì da rendere poi necessaria una specifica motivazione sul punto. In ogni caso la doglianza non può essere espressa in termini assolutamente generici da costituire una mera enunciazione di principio che omette anche di indicare quali elementi concreti, ove rettamente considerati e valutati, avrebbero potuto giustificare una pronuncia di proscioglimento nel merito, ai sensi della menzionata norma processuale.

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Il combinato disposto degli artt. 3 – 4 L. 146/2006 consente di affermare che, per conformazione morfologica e strutturale, la transnazionalità non è elemento costitutivo di un'autonoma fattispecie delittuosa, destinata ad incrementare il novero degli illeciti penali, ma si tratta di una peculiare modalità di espressione, o predicato, riferibile a qualsivoglia delitto (con esclusione, quindi, delel contravvenzioni), a condizione che lo stesso, sia per ragioni oggettive, sia per la sua riferibilità alla sfera di azione di un gruppo organizzato operante in più di uno Stato, assuma una proiezione transfrontaliera.

L'art. 3 L. 146/2006 àncora la qualificazione della transnazionalità al concorso di tre distinti parametri: 1) la gravità del reato; 2) il coinvolgimento di un gruppo criminale organizzato; 3) (in via alternativa) la commissione del reato in più di uno stato o la commissione in uno stato ma con la parte di pianificazione-direzione in un altro o la commissione in uno stato ma con implicazione di un gruppo operativo in più stati o la commissione in uno stato ma con gli effetti sostanziali che ricadono in un altro stato.

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L'art. 4 L. 146/2006 àncora l'aggravante speciale alla sola ipotesi che implica il coinvolgimento di un gruppo criminale organizzato in attività criminali in più di uno stato.
Il sintagma di tale norma, laddove dice che "Per i reati (…) nella commissione dei quali abbia dato il suo contributo un gruppo criminale organizzato",costituisce inequivoca formulazione che porta a ritenere come l'apporto causale di un gruppo siffatto, rilevante per l'aumento di pena, sia spiegabile nei confronti di qualsivoglia espressione delittuosa, e dunque anche di quella associativa.
Alla stregua dei dati normativi e delle linee ispiratrici non è data ravvisare ragione alcuna perchè la particolare aggravante possa applicarsi ai soli reati-fine e non anche al reato associativo che costituisce il mezzo per la relativa consumazione.

La formulazione normativa dell'aggravante, nella parte in cui evoca il contributo causale, lascia chiaramente intendere che presupposto indefettibile della sua applicazione sia la mancanza di immedesimazione tra associazione per delinquere e gruppo criminale organizzato, espressioni che, in chiave giuridica, non esprimono entità che necessariamente siano omogenee o concettualmente sovrapponibili.
La seconda costituisce infatti un quid pluris rispetto al normale concorso di persone, ma un minus rispetto all'associazione per delinquere.
Le due figure possono coincidere, ma quando ciò avviene, non è applicabile l'aggravante dell'art. 4 L. 146/2006, ma ci si troverebbe di fronte ad una associazione a delinquere transnazionale, fattispecie complessa ex art. 84 c. 1 c.p. in cui la circostanza aggravante verrebbe a porsi come elemento costitutivo che caratterizzerebbe in maniera speciale la "normale" fattispecie ex art. 416 c.p..

Va pertanto espresso il seguente Principio di Diritto: la speciale aggravante dell'art. 4 L. 146/2006, è applicabile al reato associativo, semprechè il gruppo criminale organizzato transnazionale non coincida con l'associazione stessa.

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La Confisca per equivalente ex art. 322 ter c.p. è applicabile alla fattispecie associativa transnazionale ed ai reati fine tributari in ragione rispettivamente dell'art. 11 L. 146/2006 (per i reati aventi carattere transnazionale) ed all'art. 1 c. 143 L. 244/2007 (per i reati ex art. 11 D.Lgs. 74/2000).

Per i reati tributari per i quali l'aggravante della transnazionalità ex art. 4 L. 146/2006 non sia stata contestata, l'estensione della confisca per equivalente non opera retroattivamente, in ragione della peculiare natura eminentemente sanzionatoria dell'istituto (cfr. C.Cost. 11.03.2009 n. 97, ord.) e quindi della inoperatività dell'art. 200 c.p. in forza del quale le misure di sicurezza sono regolate dalla legge in vigore al tempo della loro applicazione.
Pertanto la misura ablatoria in questione può essere applicata solo ai fatti di reato tributario successivi al 01.01.2008, data dell'entrata in vigore della L. 244/2007.

 

 

Allegato

Cass. Pen. S.U. 31.01.2013 (dep. 23.04.2013) n. 18374 – Transnazionalità ed art. 416 c.p.

 

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